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martedì 20 aprile 2010

Torta di non compleanno


Avvertenza: questa ricetta nuoce gravemente a qualsiasi forma di proposito dietetico e puo' produrre dipendenza.  La preparazione genera irrefrenabili istinti di assaggio: si consiglia di tenere lontana da cuoche stressate e affette da golosita' compulsiva 'mangia che ti passa'.

Ecco, io vi ho avvisati. E poi non dite che non ve l'avevo detto quando sarete assaliti dai sensi di colpa dopo aver ripulito il pentolino della crema al cioccolato con le dita con la scusa di testare il risultato. Ve la siete cercata.

Ma ne vale la pena.

Ho fatto questa torta millemila volte, l'ultima una settimana fa circa per un compleanno trasformato per impegni e ritardi vari in un non-compleanno. Del resto le torte di non compleanno mi sono sempre state piu' simpatiche delle torte di compleanno: possono capitare nettamente piu' spesso e si e' sempre di piu' a festeggiare.

Anche questa volte, come inevitabilmente ogni volta che preparo questa torta, mi sono ritrovata a testare a ditate quella crema cioccolatosa irresistibile mentre la spalmavo. (Qualcuno dovra' pure accertarsi della qualita' del risultato prima di offrirlo agli ospiti, no? Eh, non si sa mai.)
Beh, dopo attente analisi posso dirlo ufficialmente: questa e' la mia torta preferita. Cosi' cioccolatosa, morbidosa....per me e' la torta piu' buona del mondo.
Non ci credete? beh, allora vi tocchera' proprio provarla.


INGREDIENTI


Per l'impasto
400 g di zucchero
270 g di farina
75 g di cacao in polvere
170 g di burro
50 ml di panna fresca
4 uova
1 cucchiaino e 1/2 di lievito per dolci
vanillina


Per la crema:
300 g di cioccolato fondente
200 ml di panna fresca


PREPARAZIONE
Sciogliere il cacao in 3 dl di acqua tiepida e lasciar raffreddare. Intanto, in una terrina, unire il burro e lo zucchero e mescolare energicamente, fino ad ottenere una crema soffice. Aggiungere 1 cucchiaio di vanillina, i tuorli di 4 uova e la panna, continuando a mescolare. Aggiungere il cacao diluito, la farina e il lievito passato al setaccio. Far cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 40 minuti.
Intanto, per la crema, far sciogliere il cioccolato fondente e la panna in un pentolino a fuoco bassissimo per circa 20 minuti , fino ad ottenere una crema densa ma fluida. Far raffreddare la crema
Sfornare la torta e ricoprirla di uno spesso strato di crema al cioccolato ( un'idea alternativa e' fare due torte piu' piccole e sottili e poi sovrapporle con uno strato di crema nel mezzo, prima di rivestire il tutto di crema).


Allora? Avevo ragione?

Con questa ricetta partecipo alla raccolta La torta della bonta', di Genny di Al cibo commestibile :)

Ciao!

Albicocca

domenica 7 marzo 2010

Torta mimosa per la festa della donna



Inizio con una dovuta premessa: non amo la festa della donna perché sono una donna 365 giorni l'anno!! Detto questo vi chiederete perché allora questo post...Perché la festa della donna è per me un'occasione come un'altra per stare tra amiche e cucinare qualcosa...


E quindi quest'anno mi sono lanciata: torta mimosa per la primissima volta!
Ragazzi che fatica immensa!
Il pan di spagna mi ha fatto tribolare perché avevo letto la ricetta senza attenzione e mi è venuto un impasto gommoso, piatto, densissimo....Insomma dopo averci meditato un po' l'ho dovuto cestinare e rifarlo (per fortuna avevo le ultime 3 uova!!!)
Poi ho letto bene (anche tantissime altre ricette e discussioni) e ho capito che il segreto del pan di spagna (voi forse lo saprete tutti, ma io no...che vergogna!) è SBATTERE LE UOVA E LO ZUCCHERO CON LE FRUSTE PER ALMENO 18-20 min!!
In questo modo incorporano aria e il vostro pan si spagna sarà sofficissimo!

Ho preso il procedimento e l'idea da Giallozafferano qui, ma poi ho usato la mia crema pasticcera e il pan di spagna classico e ho usato le pesche sciroppate ed eliminato la panna montata..insomma i soliti cambiamenti...
Meglio cambiare, né? :-))))
Perciò eccovi la mia versione (per una torta piccolina per le amiche :-) )

Ingredienti (torta di circa 15 cm, x amiche q.b.):
pan di spagna,
crema pasticcera,
pesche sciroppate 1 lattina

Per il pan di spagna (stampo 16 cm- vi verrà bello alto, circa 6 cm):
3 uova,
90 gr zucchero
36,5 gr farina
36,5 gr fecola
1 bustina vanillina (fac)
1 pizzico di sale

1. In una ciotola mettete le uova, lo zucchero e un pizzico di sale. Sbattete con le fruste per NON meno di 18/20 min finché otterrete una crema giallo chiaro, spumosa, gonfissima....Si dice che l'impasto "scrive", cioè se ne raccogliete un po' con il cucchiaio e poi lo fate cadere nel restante impasto noterete che rimarrà in superficie ancora per un pochino prima di amalgamarsi nuovamente.
Mi raccomando anche se temete che lo sbattitore stia morendo voi continuate a sbattere per 20 min d'orologio...pena ritrovarvi con una gomma uovosa da buttar via (volete mica sprecare 5 uova???).

2. A questo punto aggiungete poco alla volta le 2 farine precedentemente mescolate con la vanillina e con un cucchiaio incorporate lentamente muovendo dal basso all'alto l'impasto (un po' come quando si incorporano i bianchi montati a neve, ok?).

3. Imburrare la teglia e infarinarla bene, facendo in modo da coprire tutta la superficie della teglia: il rischio (se non lo fate bene) è che il pan di spagna gonfi male.

4. Versate l'impasto nello stampo a cerniera (i bordi devono essere 2-3 cm più alti del bordo dell'impasto) e infornate in forno caldo per 40 min a 140 gradi.
Lasciate cuocere, non aprite il forno prima di 20 minuti, altrimenti si sgonfierà!
Dopo 40 min fate la prova stecchino. Se è cotto, lasciatelo ancora in forno spento 10 min per evitare che si sgonfi troppo in fretta... (Io il mio è sceso pian pianino, cmq un po' scende per forza).
Sfornate e ammirate la sua sofficezza!

Per la crema pasticcera (questa dose è giusta per la torta):
3 tuorli,
375 ml latte (intero),
60 gr zucchero,
30 gr maizena o farina (io maizena)
stecca di vaniglia o aroma di vaniglia (es. fialetta)
½ scorza di limone grattugiata o un pezzo di scorza intero (fac)

1. Fate bollire il latte in un pentolino con la stecca di vaniglia tagliata per il lungo (o discioglietevi la fialetta di vaniglia) e la buccia del limone intera (le eliminerete entrambe) (Nota: se grattugiate la scorza di limone, poi vi rimarranno i pezzetti di scorza grattugiata nella crema….se piace….).
2. Nel frattempo sbattete benissimo i tuorli con lo zucchero per qualche minuto(3-4 min) fin quando il composto non sarà bello giallo e spumoso.
3. Aggiungete la farina setacciata a poco a poco incorporandola lentamente alle uova sbattute (mescolare la farina alle uova anziché aggiungerla dopo nel latte vi eviterà i grumi.. ;-)
4. Unite, poco per volta, il latte alla crema mescolando delicatamente a mano con la frusta manuale.
5. Una volta incorporato tutto il latte, rimettete il composto nel pentolino del latte, lasciatelo a fuoco medio-basso e girate continuamente con la frusta manuale per evitare che si attacchi sul fondo.
Cuocete per 2-3 minuti dal bollore, fino a raggiungere la consistenza desiderata (con calma e pazienza…ci va un po’ di tempo….)

Trucchetto: Quando la crema sarà pronta, se non vi serve subito versatela in una ciotola e per evitare che formi la pellicola superficiale, stendete sopra tutta la superficie della crema della pellicola trasparente che vada a contatto diretto con la crema.

Montaggio della torta (qui vedete bene come fare):
Innanzitutto con un bel coltello lungo tagliate la calotta del pan di spagna (altezza: circa 1 cm, 1 cm e mezzo) e mettetela da parte.
Con un coltello normale disegnate un cerchio lungo il perimetro della torta lasciando almeno 1 cm dal bordo della torta.
Con le mani staccate il ripeno così ottenuto (lasciate anche 2 cm dal fondo della torta) e tagliate questo ripieno a quadrotti.

Con il succo delle pesche sciroppate bagnate un po’ l’interno della torta (volendo lo potete mescolare con qualche liquore). Quindi unite qualche cucchiaio di crema (circa 3) alle pesche tagliate a cubetti e riempite la torta.

Prendete la calotta (che avevate tenuto da parte prima) e richiudete la torta poggiando però la calotta al contrario. Ricoprite tutta la torta con la rimanente crema pasticcera e fateci cadere sopra i cubetti di pan di spagna che avete precedentemente preparato.

Lasciate riposare in frigo e poi servite!


Io me la mangerò a cena la sera dell'8 Marzo...ve l'ho pubblicata prima perché magari c'è qualcuno che è senza idee e domani vuol far qualcosa??

Castagna


PS qui sotto vi indico le mie dosi standard, così chi volesse farla "più grande" cioè nello stampo da 24 può farsi le proporzioni.



PAN DI SPAGNA CLASSICO
(Il pan di spagna base - alto 5 cm in una tortiera da 24 cm):
5 uova
180 gr zucchero
75 gr farina
75 gr fecola
vanillina (fac)
1 pizzico di sale

LA MIA CREMA PASTICCERA
4 tuorli,
500 ml latte intero,
80 gr zucchero
stecca di vaniglia o aroma di vaniglia,
buccia di limone grattuggiata (o intera),
40 gr fecola


EDIT del 10/03/2010: Vi aggiungo una foto dell'interno...la torta era squisita!


domenica 7 febbraio 2010

Bocconotti (all'olio) alle ciliegie

I bocconotti sono dei dolcetti tipici della zona/provincia di Cosenza, si tratta di gusci di pastafrolla ripieni di marmellata di ciliegie o di pasta di mandorle.
Come faccio a saperlo io quassù dal Piemonte, vi chiedete? Beh, perché ho preso la ricetta dal libro del Cavoletto....Grazie Sigrid!!!

*Se tra voi che legge c'è qualcuno che ha una ricetta originale o della nonna provata e riprovata la posti nei commenti, è molto apprezzata! ! ;-) *


La versione originale prevede la classica frolla al burro, ma come sapete io non sono propriamente un'amante del burro e quindi l'ho rimpiazzato con dell'olio evo...
peccato che il contest sull'olio sia finito, altrimenti vi avrei partecipato in pieno!
Come ripieno io ho optato per la marmellata di ciliegie. Conviene sceglierne una abbastanza densa e piena di frutta in pezzi, così vi salvaguarderete maggiormente dalla fuoriuscita della marmellata in cottura.
Ho usato degli stampini di alluminio basic, quelli da supermercato (per la cronaca ho preso le vaschette in alluminio cuki con coperchio, credo abbiano diametro della bocca circa 8 cm e il fondo 6 cm)...si sono rivelati OTTIMI!!!

Le dosi si Sigrid sono per una ventina di bocconotti, io le ho di mezzate:

Ricetta tratta dal "Libro del cavolo" di Sigrid Verbert

per 20 bocconotti (io 10)
farina 300 gr (io 150)
zucchero 150 gr (70)
strutto 100 gr (io 50 gr olio)
limone 1 (io 1/2)
tuorli 2 (io 1)
marmellata di ciliegie
uovo 1 (per spennellare)

Lavorare insieme la farina, l'olio, lo zucchero, la scorza grattuggiata del limone e il tuorlo (tenete l'albume da parte) fino ad ottenere una pasta compatta (Sigrid dice che se dovesse risultare troppo sbricioloso aggiungere semmai un goccio d'acqua, ma questo all'impasto con l'olio non dovrebbe succedere). Avvolgere nella pellicola e lasciar riposare un'ora in frigo.
Trascorso il tempo, stendete la pasta ad uno spessore di circa 3 mm, quindi procuratevi 2 coppapasta (oppure 2 tazze) di diametro 10 cm uno e 8 cm l'altro.
Fate prima una prova su una formina, per vedere se le dimensioni sono quelle giuste (se sì, dopo procederete in serie...). Iniziate dal coppapasta più grosso: tagliate un bel dischetto, mettetelo dentro lo stampino di alluminio, riempitelo con una bella cucchiaiata di marmellata DENSA, poi tagliate il dischetto più piccolo e prima di posizionarlo sopra spennellate con il bianco dell'uovo (che avevate tenuto da parte da prima) in modo da favorire la chiusura. Quindi garantitevi bene che il dischetto-coperchio aderisca bene alla base.
A questo punto potete procedere in serie, formando i dischetti più grandi e quelli più piccoli, poi li riempirete tutti e infine procederete a sigillarli uno a uno.
Alla fine spennellateli con un po' d'uovo sbattuto, oppure (come ho fatto io) con il bianco dell'uovo se ne avete ancora.
Infornate per una ventina di minuti a 180°, o finché vedete che si indorano.
Sfornate, lasciateli raffreddare nelle loro formine. Quando freddi toglieteli dal contenitore e conservateli in un sacchetto per alimenti.

Riuscite a resistere fino alla mattina dopo a colazione???

L'idea in più: Una volta cotti e lasciati raffreddare dentro le formine, potete chiuderli con il loro coperchietto di plastica...et voilà la merenda per i bambini per la scuola!
Oppure potete metterci un fiocchetto sopra ed ecco un simpatico regalino per amici/fidanzati...ecc

Castagna

giovedì 19 novembre 2009

La mia torta di compleanno

Eccomi! Non sono sparita dalla circolazione!
Solo sono stata MOLTO impegnata a FESTEGGIARE e poi ieri sono andata a farmi autografare il mio nuovo e bellissimo libro del...Cavolo!!! Eh sì! Avete capito bene!
Ho incontrato lei,
Sigrid, così etera, quasi sfuggente...con la sua grazia e i modi delicati!
Una vera sorpresa!
E' stato veramente un bel momento!

Cmq tornando a temi dolci...domenica ho preparato con mia mamma (x festeggiare i nostri 2 compleanni) questa torta un po' difficilotta ma dal sicuro effetto (se non fate i 2 sbagli che ho fatto io facendo di testa mia...eheheheh).
Quindi anche questa ricetta partecipa alla raccolta
RICETTE IN COMPAGNIA!

Utilizza uno dei frutti Novembrini x eccellenza: i cachi!
Perciò mettetevi sotto!!

PS se siete a dieta evitatela perché è pesantuccia!
Come vedete dalla foto i miei 2 errori mi sono costati un po' di liquido nella crema....diciamo che avrei dovuti aspettare ancora x mangiarla ma non ho resistito!
Cmq un consiglio: preparatela il giorno prima!!!



TORTA CON CREMA ALLE MANDORLE E MOUSSE DI CACHI
(Cucina Naturale - Ottobre 2008)

Ingredienti per 6 persone:
Per la torta:
300 gr pasta frolla (io un disco da 250 gr)

Per la crema di mandorle:
150 gr di crema pasticcera,
80 gr di zucchero a velo,
60 gr burro,
1 uovo,
4 cucchiai di farina di mandorle,
5 gr di maizena (fac)

Per la mousse di cachi:
3 cachi + 1 per decorare (meglio se a temperatura frigo)
150 gr panna da montare,
40 gr zucchero,
1 albume, (la prox volta lo evito)
2 fogli di gelatina per dolci (4 gr),
mandorle in scaglie per decorare.

Procedimento per la base
Per la frolla io ho comprato i dischi già pronti (eh sì!! Almeno questa volta si, era troppo lunga e avevamo altre cosucce da preparare x il pranzo).
Setacciate insieme la farina di mandorle, lo zucchero a velo e la maizena (io non ce l’avevo ed è venuta benissimo lo stesso).
Sistemare il burro in una terrina, lasciarlo ammorbidire e poi con una forchetta (o una frusta) lavorarlo in modo da renderlo cremoso.
Incorporare gli ingredienti setacciati, l’uovo e per ultima la crema pasticcera precedentemente preparata (qi la mamma in quattro e quattr'otto senza pesare nulla ha prodotto un'ottima crema pasticcera...che ovviamente non saprò replicare...cmq...aehm...)

Foderate di pasta frolla uno stampo di 22 cm di diametro e alto 2 cm (io ho usato il mio solito stampo a cerniera di diametro 22, ma alto 5 cm), farcitelo con la crema e informatelo a 180° per 20 minuti circa. (Io ho cercato di far stare su i bordi della frolla,ma durante la cottura sono scesi e si sono adagiati sopra la crema alle mandorle….è andata ancora meglio, perché così il bordo è rimasto bello liscio e compatto e la crema è andata perfettamente a filo).
Sfornare e lasciarla raffreddare per bene lasciandola nello stampo a cerniera (mettetela sul balcone e poi in frigo! Questo è molto importante, io non l’ho fatto e dopo mi ha creato dei problemi perché era ancora tiepida quando ci ho versato sopra lo strato di mousse di cachi).


Procedimento per la mousse di cachi
(qui comincia la parte dura...ho anche qualche dubbio...) La ricetta dice di mescolare l’albume con lo zucchero, scaldarlo a bagnomaria (fino a 60°), poi montarlo con le fruste elettriche fino a ottenere una meringa spumosa, solida e FREDDA! (allora io sarò rintronata ma se scaldo l’albume sicuramente dopo non sarà freddo…e poi l'albume caldo monta??? Io l’ho montato a neve come faccio di solito: un albume freddo, un pizzico di sale e via di fruste. Dopo ho incorporato lo zucchero).
(Cmq secondo me questa parte dell’albume si può saltare in pieno perché rende solamente il composto più spumoso: la prossima volta non la rifarò)

Pelate e frullate i cachi ricavando circa 200 gr di polpa (io ne avevo 250 e l’ho usata tutta).
Scaldatene 50 gr a bagnomaria e scioglietevi la gelatina di pesce già ammollata nell’acqua fredda e strizzata, quindi incorporatela ai restanti 150 gr di polpa.
IMP: non scaldate tutta la polpa di cachi, altrimenti dopo rimarrà troppo calda e a contatto con la panna la farà sciogliere!!! (ehm..è stato l’altro errore che ho fatto io!!)
Amalgamate con cura e aggiungete la meringa, mescolando energicamente con una frusta (io sono stata un po’ più delicata…avevo paura di smontarla!!)
Per ultima incorporate la panna montata facendo attenzione a non smontare il composto!!!

Assembalaggio
A questo punto tirate fuori dal frigo la vostra base alle mandorle, sempre dentro lo stampo a cerniera, se avete dell’acetato usate quello, altrimenti con della carta forno ripiegata in strisce lunghe e alte circa 4 cm (io ho usato il cartone della base della pasta frolla che avevo comprato) adagiatela intorno alla torta in modo da “creare una barriera”.
Distribuite la mousse sulla torta e riponetela in freezer per un’ora (io l’ho dovuta lasciare di più, circa 2 h).
A questo punto togliete la striscia e decorate con un caco tagliato a spicchi e con le scaglie di mandorle leggermente saltate in padella (diventaranno leggermente più scure).

Ecco noi poi abbiamo messo su le candeline e…..GNAM!
Ho una sola foto....è andata a ruba nonostante l'aspetto un po' sbilenco!!
W i compleanni!!!

CASTAGNA

sabato 24 ottobre 2009

Biscotti al latte da "inzuppo"!


Questa ricetta è un po' speciale, perché è un ricordo legato alla mia infanzia, a quando mia mamma mi comprava i biscotti al latte, quelli che si inzuppano ma non si disfano, quelli con lo zucchero sopra, quelli che appena presi in panetteria hanno un profumo fantastico e il potere di rallegrarti la giornata.
Qui in Piemonte sono molto diffusi...lo sono anche da voi? Hanno quella tipica forma rettangolare, di solito il bordo è zig-zagato e c'è lo zucchero sopra.

Questa volta non ho dato la classica forma a zig-zag ai bordi (basta stendere l'impasto e tagliarlo o con l'apposita formina oppure con la rotella dentata....) ma ho creato dei bei biscottoni...
Non vi dico nemmeno a contatto con il latte che succede.....assorbono metà tazza!!! Ed è proprio così che deve essere!
La ricetta l'ho presa da Cookaround, qui è di Mariellac.
Ve la riporto con qualche mia minima modifica :-) vi posso assicurare che il sapore è come l'originale!

Ingredienti per 14 biscottoni:
500 gr farina 00
200 g zucchero
5 cucchiai d'olio EVO (o 100 gr burro)
15 g ammoniaca (io lievito per dolci-1bustina)
125 ml latte
2 uova
½ bustina di vanillina (io una)
buccia di un piccolo limone

Impastare tutti gli ingredienti, verrà una frolla ben lavorabile.
Formare tanti rotolini, stenderli su carta forno su cui avrete messo un po' di farina e dar loro la forma di un rettangolo (schiacciare i rotolini, tanto il lievito li farà gonfiare) di circa 15x2 cm.
Oppure alternativamete stendere la pasta e poi tagliare i rettangoli con l'aiuto di una rotella.
Infornare per 15 min a 180° (o cmq non appena sono dorati).
Preparare una bella tazza di latte o the e pucciare!!! Si conservano bene tenuti all'aria ...eh si, perché in una scatola di latta tendono a diventare gnecchi!

Castagna


giovedì 15 ottobre 2009

Cake banane e noci


Volete mettere alzarvi la domenica mattina con il pensiero di un dolcino che vi attende consolatorio di là in cucina?
Ebbene, niente di meglio e perciò con questo morbido cake partecipo (in extremis pant!pant!) al concorso "SUNDAY MORNING" indetto da Giulia di Jul's Kitchen in collaborazione con Macchine Alimentari!!!


Se vi piacciono le banane, questo è il cake che fa per voi. Oltre ad essere un gustoso modo per riciclare banane che sono già lì da un po' è anche una ricca e consistente fonte d'energia per il vostro corpicino! Perciò oplà, passiamo dalle mele di Albicocca alle banane di Castagna (ahahaha!!).

Per la ricetta ho preso spunto dal libro di Michele Cranston "Cucina Estiva" che ho comprato quest'estate e che consiglio veramente perché è davvero un libro spettacolare, che fa venir voglia d'estate e di sapori genuini.

Pane di banane e noci
(Cucina Estiva di Michele Cranston)

Ingredienti per uno stampo 8x22 cm
90 gr burro (io olio evo)
2 uova
175 gr sciroppo melassa o miele (io 5 cucchiai miele d'acacia)*
250 gr farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio (io no)
2 grandi banane mature
100 gr di noci pecan tritate grossolanamente (io noci normali)
2 cucchiai di semi di papavero (io questa volta semi di lino)
1 cucchiaio di scorza di limone grattuggiata

* Consiglio questo miele che è molto delicato per non coprire troppo il gusto delle banane

Mescolare insieme il burro, la melassa, la farina, il lievito, il bicarbonato e le banane schiacciate con una forchetta fino ad ottenere un impasto liscio. Aggiungere le noci, i semi di papavero e la scorza di limone, amalgamare bene.
Versare il composto in uno stampo da plumcake foderato con carta forno e infornare in forno preriscaldato a 180° per 40 min.
Lasciar raffreddare il pane prima di tagliarlo a fette. Si conserva in un canovaccio o anche in un sacchetto.

Consiglio: per una colazione gustosa servitelo tiepido e imburrato, oppure tostato e accompagnato da mango a fette e una cucchiaiata di yogurt.

Una colazione gustosa è il modo migliore x cominciare la giornata alla grande!
Ciao, Castagna


lunedì 24 agosto 2009

Le ciambelle al vino...di Frascati! (o no?)


Eccomi di ritorno, finalmente! Ehehehe lontana dal blog, ma non dalla cucina!
L'estate ha portato consiglio, ho provato tante ricettine gustose, tutte su questi schermi prossimamente!
Oggi inauguro la blog-riapertura con dei biscotti, delle ciambelle per l'esattezza che mi rimandano con la memoria indietro di un bel po' di anni...almeno 5?
Le ho mangiate per la prima volta a Frascati: le famosissime ciambelle al vino! Si tratta di dolcetti tipicamente laziali, ottimi per la colazione e ovvio per la merenda...ma poi ognuno se li magna quando glié pare!!!
Che vino? Il Frascati ovviamente (è un bianco)....ehm, io questa volta non ce l'avevo ma ho improvvisato con un nebbiolo (un bel rosso!)...la prossima volta mi atterrò scrupolosamente all'originale. Scusate l'impazienza ma sono venute talmente buone che non stavo più nella pelle, volevo condividere questa bontà con voi tutte!

Ovviamente se avete del vino da far fuori questo è un modo assai gustoso!

Ingredienti per 9 ciambelle (diametro 12 cm ca)
300 g di farina 00
120 g di zucchero
100 ml di vino (bianco o rosso)
100 ml di olio evo
1 cucchiaino da caffè di lievito per dolci (io cremor tartaro)

Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una bella pasta, formare un salame e lasciar riposare venti minuti in freezer (fac.).
Tagliare a fette il salame, formare dei rotolini e acciambellarli :-)
Infornare in forno già caldo a 180° per 20/25 minuti non ventilato (o comunque finché sono dorate). Se avete il ventilato potrebbero essere sufficienti anche solo 20 minuti.
Sono una squisitezza!

Ciao!
Buon rientro a chi è già tornato!!!
Castagna

EDIT del 11/03/2010:
- le ho rifatte con una farina di tipo diverso e ho dovuto aggiungere una manciata di farina in + per la spianatoia (quindi regolatevi in base alla farina).
- Ho anche voluto farne 10 anziché 9....NO, NO, NO, ne vanno fatte 10, vengono della dimensione esatta....
- Ho usato un Chianti....una favola!
- PS il cremor tartaro...1 cucchiaino giusto

domenica 28 giugno 2009

Tanti auguri a te

Tanti auguri a teeeeeeeeeee,
tanti auguri Albicoccaaaaaaaaa,
tanti auguri a teeeeeeeeeeeeeeeee

E anche se siamo così lontane ti dedico questa fantastica torta, presa dalla bravissima
Deliziando.
Più che una torta è una ricotta fatta torta, eheheh....Albicocca ti piacerebbe!!! Te ne mando uan fetta virtuale!
TANTI TANTISSIMI AUGURI! So che festeggerai per bene, anché lassù in Irlanda :-)
BUON COMPLEANNO!!!!!



Ingredienti
500 g. di ricotta cremosa
3 uova
100 g. di farina
150 g. di zucchero
2 pere
un limone non trattato

Per la salsa (io non l'ho fatta)
50 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di panna liquida


Lavate il limone asciugatelo e grattuggiatene la scorza. Riunite in una ciotola la ricota e lo zucchero e mescolate bene. Aggiungete le uova, la farina setacciata, le pere tagliate quadretti, la scorza di limone, e mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno. Versate l'impasto in uno stampo a cerniera rivestito di carta da forno del diametro di 18 cm e cuocete a 160 C° per 45 minuti. Una volta cotta sfornarla e farla raffreddare a temperatura ambiente. Distribuite sulla torta dello zucchero a velo e guarnite a piacere con delle pere caramellate. Servire con della salsa di cioccolato ottenuta facendo sciogliere del cioccolato fondente con poca panna.

BACIONI

Castagna

sabato 6 giugno 2009

Gelato fatto in casa senza gelatiera

Come promesso eccomi qui con un bel post gelatoso! Da un po' di tempo mi ripromettevo di provare a fare il gelato in casa. Essere all'estero, dove il vero gelato non esiste, con una gran voglia di gelato (si, nonostante le temperature irish!) mi ha dato uno stimolo in più per provare!
Non avendo una gelatiera ho dovuto arrangiarmi (questo si che è un gelato artigianale!) e semplicemente...ho fatto IO da gelatiera!;)
E' una procedura un po' lunga e laboriosa....ma vi garantisco che veder nascere quelle palline di gelato sotto i propri occhi non ha prezzo! Non vi dico la soddisfazione, io quasi non credevo ai miei occhi!
Io ho fatto il gelato allo yogurt e al rabarbaro (per quello al rabarbaro c'e' una ricettina semplificata qui), ma il procedimento è lo stesso per qualsiasi tipo di gelato: basta cambiare gli ingredienti della crema a seconda del gusto e lavorarla nello stesso e identico modo.
Ecco le istruzioni per l'uso.

Ingredienti- Gelato allo yogurt
2,5 dl di latte
150 g di zucchero
2,5 dl di panna
250 gr di yogurt intero

Ingredienti- Gelato al rabarbaro
due gambi di rabarbaro
200 ml d'acqua
1 limone
180 gr di zucchero


Preparazione Crema- Gelato allo yogurt
Mescolare con la frusta il latte in una terrina unendo lo zucchero, e lo yogurt. Far cuocere il composto a fuoco molto basso, mescolando in continuazione, finché diventa spumoso, senza però raggiungere l'ebollizione. Far raffreddare in frigorifero.

Preparazione Crema- Gelato al rabarbaro
Tagliare due gambi il rabarbaro a piccoli pezzetti, metterli in un pentolino con l'acqua e lo zucchero e far cuocere a fuoco dolcissimo per 30 minuti. A cottura completata (il rabarbaro deve essere molto 'rammollito' ;)), aggiungere in succo di un limone, frullare.

Lavorazione
La magia della gelatiera consiste semplicemente nel mantenere gli ingredienti congelati e nel mescolare a d intervalli regolari. Quindi, per far da gelatiere umane serve: tanto freddo (ovvero un freezer, a meno che non vi troviate ad una temperatura sotto lo zero) e tanta voglia di mescolare di tanto in tanto (ovvero taaaanta pazienza). Ma veniamo alla pratica.
Per prima cosa mettete in freezer una ciotola di metallo (è importante che conduca bene il calore...o il non-calore in questo caso) prima di preparare la crema e fatela congelare. Una volta preparata la crema mettetela nella ciotola gelida. Fate raffreddare in freezer per 1 ora e mezza e poi mescolate il composto. Ecco qui come risultava il mio gelato al rabarbaro alla prima mescolata:




Rimettete in freezer e mescolate nuovamente dopo mezz'ora e poi ogni mezz'ora fino ad ottenere la consistenza desiderata. Qui sotto un'immagine dei miei gelati dopo 3 ore di questa alternanza aspetta-e-mescola...sono proprio gelatosi!

Insomma, fare il gelato non è poi così difficile...serve solo un po' di tempo...ma ne vale decisamente la pena!

Buon gelato! :)

Albicocca

domenica 24 maggio 2009

Crumble al rabarbaro con gelato rabarbaroso

Ciao a tutti!!!!!!

Rieccomi qui!!! :)

Finalmente ho una cucina (con la casa intorno...) e posso tornare ai fornelli!
Per il mio primo post irlandese non potevo che scegliere una ricetta a base di Rabarbaro, un ortaggio quasi introvabile in Italia ma molto comune quassu', che ha sempre incuriosito moltissimo noi nocimoscate (fin da quella torta al rabarbaro assaggiata in portogallo, ti ricordi castagna?) . 


Quando l'altro giorno l'ho visto al supermercato con i suoi bei gambi verde-rosa, è finito nel carrello ancor prima che io avessi anche solo una vaga idea di come cucinarlo....solo dopo ho scoperto un mondo vastissimo di ricette rabarbarose di tutti i tipi, dalla crostata al liquore, dalle caramelle al pane!

Oggi vi propongo una ricetta molto gustosa, per un dolcino particolare, ideale come dessert ma anche per accompagnare un pomeriggio di chiacchiere o per una di quelle belle colazioni da week end...con questa ricetta partecipo alla raccolta Crumble...amore al primo assaggio... di Elena de La Montagna Incantata.



Ingredienti:
7-8 gambi di rabarbaro
300 gr di zucchero semolato
180 gr di zucchero di canna
una noce di burro
olio evo
farina di grano
miele
zenzero 
1 limone
acqua

Preparazione-Crumble al rabarbaro
1. tagliare a cubetti 5-6 gambi di rabarbaro ben lavati, disporli in una pirofila e coprirli di uno strato di zucchero. Bagnare con un filo d'acqua e mettere in forno preriscaldato a 180 gradi per 10 minuti.
2. in una terrina unire zucchero di canna, una noce di burro e 100 ml d'olio (la ricetta originale prevede 150 gr di burro, ma visto che io non amo il burro ho provato ad adattarla così con ottimi risultati), mescolando energicamente. Aggiungere farina e continuare a mescolare fino ad ottenere una pasta granulosa, che 'sta insieme' se la si pasticcia con le mani.

3. Schiacciare il rabarbaro cotto, fino ad ottenere una poltiglia.

4. spolverare il rabarbaro  di zenzero grattugiato (o in polvere) e aggiungere un filo di miele

5. coprire con il composto di zucchero, olio e farina e infornare per 10-15 minuti.

6. sfornare e servire! 

E' buonissimo da solo, ma è ottimo servito con una pallina di gelato o un po' di panna montata.
Io l'ho servito con una fogliolina di menta fresca e una pallina di gelato....al rabarbaro!!!
Farò presto un post più dettagliato sulle istruzioni per fare il gelato in casa senza gelatiera, ma per completare la ricetta vi dico velocemente come ho fatto quello al rabarbaro, che è molto particolare!Oltre ad essere buonissimo, poi, è il gelato più leggero del mondo: niente uova, niente latte e niente panna...eppure è cremoso e gelatoso!;)

Preparazione-Gelato al rabarbaro
1. Tagliare due gambi di rabarbaro a piccoli pezzetti, metterli in un pentolino con 200 ml d'acqua e 180 gr di zucchero e far cuocere a fuoco dolcissimo per 30 minuti. 
2. Aggiungere in succo di un limone, frullare e mettere in freezer in un recipiente di metallo, meglio se precedentemente congelato. 
3. Dopo un'ora mescolare il composto. 
4. Per tre ore, mescolare il composto ogni mezz'ora.

Ciaooooo!

Albicocca

venerdì 1 maggio 2009

Torta cioccolato e lamponi

Finalmente un dolcino! L’ho copiato per intero dalla bravissima Elga perché appena l’ho visto me ne sono innamorata. E’ una torta super cioccolatosa con in più l’abbinamento cioccolato-frutta che è sempre azzeccato. L’ho già rifatta 2 volte ed ha sempre ottenuto ampi consensi. La ricetta originale è di Nigella, ma….Elga…grazie per averla condivisa! Qui potete vedere la bellissima torta di Elga.
Vi riporto per comodità la ricetta di Elga, ho usato il suo identico cioccolato, devo dire che mettere quello ai lamponi merita davvero perché lascia ancora di più il sapore di lampone. L'unica mia modifica è che ho ridotto il burro e secondo me si può ridurre ancora. Buon 1° Maggio a tutti!



Ingredienti per uno stampo di 20-22 cm
180 gr di farina 00
40 gr di cacao
1 cucchiaio di lievito raso
170 ml di latte
170 ml di acqua
100 gr di zucchero di canna
60 gr di zucchero semolato
100 gr di burro (io 50 gr, ma si può ancora ridurre)
220 gr di cioccolato fondente ( io ho usato 100 gr di cioccolato fondente 70% e 120 gr di cioccolato fondente Ecuador 70% ai lamponi acquistato nei supermercati Lidl)
2 uova
1 pizzico di sale
200 gr di lamponi freschi

Mescolare in una terrina la farina, il cacao e il lievito.
Sul fuoco porre a scaldare il latte, l'acqua, le due qualità di zucchero e il burro. Prima che il composto raggiung il bollore, spegnere e versarvi il cioccolato spezzetato grossolanamente. Mescolare e lasciare intiepidire.
Versare a filo nella farina, e sempre mescolando aggiungere le uova leggermente sbattute con un pizzico di sale.
Rivestire con carta forno uno stampo a cerniera di 20 cm. Versarvi 3/4 dell'impasto, livellare e cospargere con i lampon, tenendone alcuni da parte per la decorazione. Versare il rimanente impasto, e infornre a 180° per 45 minuti.
Decorare con i lamponi freschi.

Castagna

mercoledì 4 marzo 2009

I Brût ma Bon


Ultimamente sono rimasta molto indietro con i post: spadello più di quanto posto e così ho accumulato un bel po’ di arretrati…
I dolcetti di cui vi parlo oggi li avevo preparati a Natale e infatti si vedono le decorazioni dell’albero sullo sfondo!
Si tratta dei famosi “Brût ma Bon” piemontesi, ovvero i “Brutti ma buoni”: pasticcini secchi così chiamati perché di forma irregolare (appunto brutti a vedersi) ma di un sapore eccezionalmente buono perché fatti con ingredienti semplici come LA Nocciola Tonda e Gentile delle Langhe, albume e zucchero. Ho anche letto che qualcuno mette delle mandorle ma sinceramente nelle Langhe si usano le nocciole e io li ho sempre mangiati così! E stop!
Per quanto riguarda la cottura ho anche visto che qualcuno mette l’impasto di albumi nocciole e zucchero direttamente nel forno…ma NON sono meringhe, altrimenti chiamatele “meringhe alle nocciole”, no?
Questi SONO I BRUTTI MA BUONI, quindi l’impasto deve per prima cosa essere cotto, poi infornato…
Questa ricetta è ampiamente collaudata, avrete dei meravigliosi Brutti Ma buoni, migliori persino delle pasticcerie! J

Ingredienti
170 g di zucchero
200 g di nocciole tostate (LA Tonda e Gentile delle Langhe)
4 albumi d'uovo

Se le nocciole non sono ancora tostate, tostarle è semplicissimo: sgusciatele e mettetele su una teglia in forno a 180° finché non si imbruniscono…sentirete anche un profumo delizioso!
Nel frattempo montate a neve fermissima gli albumi, aggiungetevi lo zucchero e poi le nocciole sbriciolate un po’ grossolanamente.
Mettete l’impasto così ottenuto in un tegame a fuoco lento e mescolatelo (per evitare che attacchi) fino ad ebollizione o comunque finché vedrete che l’impasto avrà preso un bel colore ambrato.
A questo punto fate dei mucchietti e disponeteli su una teglia rivestita da carta forno. Infornate a 160° per 20 minuti. Quindi spegnete, aprite un po’ il forno e lasciateli raffreddare lì.
Quando si saranno raffreddati staccateli dalla carta forno.

A questo punto sono pronti per essere divorati!
Ho letto che durano anche alcuni mesi se tenuti ad una temperatura inferiore a 20 gradi…ma non mi è mai successo perché nell’arco di qualche giorno venivano sbafati tutti.

A presto!
Castagna

domenica 22 febbraio 2009

PAIN AUX RAISINS

Buona domenica a tutti! Sono stata un po' assente....assenza giustificata, però , 2 settimane piene!
Sono rimasta un po' indietro con i post e bisogna recuperare....
E' un periodo che sono fissata con i dolci, in particolare i lievitati dolci...quindi sono in piena fase sperimentazione.
Poi un giorno ho visto che lei aveva postato una ricetta fantastica per i pain aux raisins (qui) che tradotto letteralmente signicfica pane alle uvette: delle morbidissime briochine francesi da prima colazione, con un morbido e avvolgente ripieno alla crema e tante uvette.
Quando si tratta di Paoletta, la ricetta non può che essere una garanzia e infatti le ho trovate semplicemente fantastiche, morbidissime, fragranti, profumatissime..Insomma sono spettacolari anche nei giorni seguenti (se le conservate ad esempio in un sacchetto gelo).
Sono esattamente come quelle che mangiavo in Francia. Grazie Paoletta!

Ho modificato solo 2 piccole cosine (in parentesi)! Paoletta inoltre indica 3 metodi per la preparazione, io ho seguito l'impasto diretto. Vi consiglio cmq di andare a vedere gli altri 2 metodi da lei. Questi fantastici pain aux raisins possono ovviamente anche essere congelati e tirati fuori la sera prima opp direttamente in forno al mattino!

Ingredienti (per circa 14 girelle medie o 7 giganti):

per l’impasto
g 250 farina manitoba
g 250 farina 00
g 75 zucchero
g 5 sale
g 75 di strutto (o burro) (io 3 cucchiai d’olio evo)
g 20 di lievito di birra
170 ml di acqua
170 ml di latte
scorza di arancia o limone (io mezzo limone)
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaino di miele
1 fialetta di vanillina (l’ho aggiunta perché temevo che l’olio evo si sentisse troppo.)

per pennellare subito prima di infornare:
1 albume (serve a dare il colore ambrato scuro)
per pennellare dopo la cottura (per ottenere la lucidità):
3 cucchiai di acqua
2 cucchiai di zucchero

per la farcia:
uvetta 2 o 3 pugnetti (io 100 gr)
crema pasticcera (ne basta 1/4 di dose):
(la mia crema: 1 tuorlo, 20 gr zucchero, 125 ml latte, qualche bacca di vaniglia -fac.)

Fare un impasto diretto con gli ingredienti indicati (20 gr di lievito sono perfetti!), avendo l'accortezza di aggiungere l'olio per ultimo.
Porre a lievitare finché non raddoppia (Il mio ci ha messo 2 ore e 15) in luogo tiepido, dentro un contenitore coperto con pellicola o con un canovaccio.
Quindi formare le girelle senza rilavorare eccessivamente l'impasto.
Si lavorano così: si stende un bel rettangolo grande circa 35 x 50-52 cm – l’impasto è molto elastico e tenderà a ricompattarsi. Con queste dimensioni lo spessore risulterà essere di ½ cm giusto.
Si stende quindi sopra la crema pasticcera (che dovrete aver preparato da poco, altrimenti si solidificherà e non si riesce a spalmare) secondo le proporzioni indicate. NOTA: se la preparate con anticipo potete sempre ammorbidirla di nuovo scaldandola con un po’ di latte e mescolando ben bene.
Io ho coperto tutta la sfoglia di crema pasticcera, poi sui ¾ ci ho messo le uvette, sulla parte restante invece ho spalmato della marmellata di fragole e sopra un po’ di cannella.
Arrotolare il rettangolo partendo dalla base lunga, in modo tale che alla fine vi verrà un salame lungo circa 50 cm su cui avrete fatto circa 4 /5 giri.
Quindi si tagliano delle fette spesse 1,5-2 cm. Cos’ì vengono fuori circa 14 girelle. (se ne volete di meno ma molto + grandi arrotolate la sfoglia per il verso corto!)
Ho notato che l’impasto di crema pasticcera lega di più e tiene il salame più unito, mentre la marmellata bagna di + l’impasto, quindi è un briciolo + difficile sistemare le girelle alla marmellata sulla placca da forno.
Sistemare distanziate le girelle così ottenute su una placca da forno su cui avete messo la carta forno e anche un bel po’ di farina. Pennellarle con l'albume sbattuto e lasciarle lievitare per circa un'ora e mezza.
Infornare a 180 gradi per 15-20 min massimo… A me ne sono bastati 18 ma la prox volta le sfornerò appena dorate dopo 15 minuti.
Appena sfornate preparare la glassa e spennellarle così da renderle belle lucide.

Vi confermo quanto dice Paoletta, è l’impasto più incredibile che abbia mai preparato. E’ sofficissimo e fragrante, morbidissimo e non è asciutto (di quelli che per intenderci bisogna berci un bicchiere di latte insieme altrimenti non va giù!!). E’ veramente delizioso e appena sfornate sono irresistibili!
Buona colazione! A presto!
Castagna

mercoledì 4 febbraio 2009

Arance marinate con crema di cachi e nocciole

Eccoci giunti, tra un impegno e l'altro, al dolce che avevo preparato per la cenetta. In realtà si tratta di frutta, volevo puntare su qualcosa di leggero e fresco (come la frutta) ma contemporaneamente stuzzicante. Avevo visto questa presentazione su Cucina Naturale di Novembre 08 e ho deciso che sarebbe stata perfetta per concludere la cenetta!

Ingredienti per 4 persone:
4 arance
2 cachi ben maturi
50 gr cioccolato bianco (io extra-fondente)
50 gr nocciole tostate
mezzo limone
4 cucchiai di liquore all’arancia
1 pizzico di cannella
mezza stecca di vaniglia
2 chiodi di garofano

Grattuggiate 1 cucchiaino di scorza d’arancia e mescolatela con il liquore. Tagliate quindi le arance a fette spesse 2-3 mm e a mezzi spicchi. Sistematele in una terrina con la cannella, la vaniglia divissa in pezzi, i chiodi di garofano e il succo di limone. Lasciar marinare per 45 min mescolando spesso.
Pelare i cachi, frullarli con il liquore e la scorza ottenendo una crema, unire il cioccolato in scaglie.
Tostare le nocciole, sbriciolarle un po’ ed impiattare in 4 piattini le arance condite ricoprendole con la granella di nocciole.
Castagna

martedì 27 gennaio 2009

Brunch con gli Hello Kitty Ricotta-lemon pancakes!



Si, state leggendo bene ho fatto i pancakes di Hello Kitty! Non che lei mi abbia passato la ricetta,eh?, ma diciamo con la sua forma... ;-)
Infatti già un po' di tempo fa mi è stata regalata una tenerissima padellina da pancakes con la forma di Hello Kitty...L'ho conservata e custodita gelosamente finché non si è presentata l'occasione giusta, quetsi pancakes appunto.
Troppo grande per queste cose?? Forse...ma tanto il brunch me lo son fatta da sola e nessuno lo saprà mai (a parte voi, ovvio!).
Lo so, dovrei postare le ricettine di Natale per cui sono ancora indietro, ma avevo troppa voglia di pacakes!

La ricettina è della mitica Cavoletto (la trovate qui vi consiglio di fare un salto anche perché la sua foto è anni luce migliore della mia.. :(( ) ed è buonissima, non ho apportato nessuna modifica perché è già perfetta così (c'era bisogno di dirlo??). Sigrid, ma come fai ad essere sempre così "giusta"???

Vi consiglio di gustarli belli caldi (per fare le foto i miei purtroppo si sono un po' raffreddati), con una colata di buon miele oppure ancor meglio una marmellata tipo lamponi o albicocche, che avendo un sapore un po' acidulo contrasta e spezza il dolce del pancakes. E' meglio con le marmellate fatte in casa che sono più liquide, altrimenti potete far sciogliere in un pentolino la marmellata con un po' d'acqua.
Ovviamente potete abbinarli anche ad altre marmellate o ad altri toppings tipo nutella, sciroppo d'acero, ecc....
Per completare accompagnateli con un caffé caldo (magari americano?), ma anche un thé verde al limone ci sta proprio bene.

Vi riporto la ricettina tale e quale. Le dosi di Cavoletto credo siano per 2 persone. Io le ho dimezzate e mi sono venuti 5 pancakes di dimensione minore di quelli di Cavoletto....Ho ridotto notevolmente il limone perché anche solo con una grattuggiata si sente tanto. Unica nota: sappiate che riempono, e parecchio!!

Ingredienti per 2 persone
ricotta fresca 250g
uova 2
farina 70g
latte 10cl
limone 1 (io: giusto una spolverata)
zucchero 1 cucchiaio
lievito per dolci mezzo cucchiaino
sale 1 pizzico
burro (io: olio)

Separare i tuorli dagli albumi. Versare la farina, il latte, i tuorli, il lievito, la buccia grattugiata del limone, il sale e lo zucchero in una ciotola capiente e sbattere con la forchetta fino a ottenere un composto omogeneo e cremoso. (mi è rimasta una crema abbastanza compatta, tipo quella del tiramisù per intenderci). Montare gli albumi rimasti da parte a neve e incorporarli delicatamente al composto. Scaldare una padella antiaderente, farci sciogliere un fiochettino di burro, e versare la pastella, a cucchiaiate abbondanti. (non è liquida come la pastella delle crepes, è ben più densa). Far cuocere i pancakes a fuoco basso, e girarli quando il primo lato è dorato. Per cuocerli ci vuole un po’ più tempo che per i pancakes classici, state attenti a non alzare tropppo il fuoco altrimenti si bruciano sotto e rimangono crudi sopra :-)
Buon brunch a tutte!

By Castagna


sabato 13 dicembre 2008

Tè per me

Avete presente i pomeriggi freddi freddi d'inverno, magari con la neve che scende fuori dalla finestra e il camino acceso? Beh, in un pomeriggio così un buon the caldo con i biscottini da gustare al calduccio a casa, magari con in sottofondo un po' di buona musica e in compagnia di un'amica, è proprio una coccola extralusso!
L'altro giorno, visto che le condizioni metereologiche erano perfettamente disastrose e la mia voglia di coccole era particolarmente attiva, sono tornata presto dal lavoro, ho messo su un po' di musica di Giovanni Allevi (che mi riporta sempre in pace con il mondo) e ho sfornato uno dei miei cavalli di battaglia storici: i biscotti al limone senza burro. Poi, lasciando fuori il freddo e la pioggia, me li son gustata pucciandoli in una tazza fumante (e muccosa!) di the verde cinese in foglia e (in assenza dell'amica) in compagnia di uno dei miei libri preferiti (che ho letto e riletto millemila volte ma non mi stufa mai), 'Il diario di Hetty Hillesum'. Chissà, magari se fosse vissuta oggi anche Hetty avrebbe avuto un blog...ai suoi tempi, nell'Amsterdam del nazismo, ha fatto del suo diario un viaggio stupendo nel suo mondo di donna, con le sue speranze, le sue paure, la sua fragilità mescolata con la forza. Ogni volta trovo tanto di me tra quelle pagine e assaporo la pace e la serenità che questa mia coetanea vissuta tanti anni fa in un posto lontano e in piena guerra mi riesce a trasmettere con il suo meraviglioso sguardo sulla vita. Vi voglio regalare qualche bella frase che mi è capitata sotto gli occhi questa volta (ma potrei continuare all’infinito, ormai il mio libro è tutto una sottolineatura):


'...pretendi di rinchiudere la vita nelle tue formule, di abbracciare tutti i fenomeni della vita con la tua mente invece di lasciarti abbracciare dalla vita...va bene che tu affacci la tua testa in cielo, ma non che tu cacci il cielo nella tua testa'

'...la vita è davvero bella. E' un sentimento inspiegabile, che non può fondarsi sulla realtà in cui viviamo. Ma non esistono forse altre realtà, oltre a quella che si trova sui giornali e nei discorsi infiammati di uomini intimoriti? Esiste anche la realtà del ciclamino rosso-rosa e del grande orizzonte, che si può sempre scoprire dietro il chiasso e la confusione di questo tempo.'

'…fiorire e dar frutti in qualunque terreno si sia piantati: non potrebbe esser questa l'idea?'

Mentre aspettate di gustarvi il resto del libro, se volete potete gustare i miei biscottini al limone (che, per gli amanti della dieta, sono pure light!). Ecco la ricettina:

Ingredienti:

3 uova

1 bicchiere di olio evo

25 cucchiai colmi di farina

9 cucchiai di zucchero

1 bustina di vanillina

1 bustina di lievito per dolci

1 limone grande

Preparazione:

Accendere il forno a 180 gradi. Unire uova, farina e zucchero (anche zucchero di canna se preferite) in un terrina, mescolando con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere l’olio e il succo del limone, continuando a mescolare. Aggiungere il lievito e la vanillina. Disporre l'impasto in piccole forme (fatte da me pasticciando la pasta con le mani...divertente!) su un vassoio precedentemente oliato e infarinato. Infornare per 15-20 minuti.

..........gnam gnam gnam.....




Con la fotografia in alto del mio momento the, partecipo alla raccolta fotografica Insieme a te'.
Se ancora non vi è venuta voglia di una bella tazza di te fumante, vi invito a dare un'occhiata alla galleria delle fotografie partecipanti al concorso qui.....e nel frattempo mettete pure l'acqua a bollire!

by Albicocca

lunedì 17 novembre 2008

Mele magiche e non


Se io fossi la strega di Biancaneve e cercassi mele succulente da immergere in pozioni magiche per avvelenare innocenti fanciulle, intorno a Novembre, non mi farei scappare l'occasione di fare un giretto a Cavour, delizioso paesino della provincia di Torino. Ogni anno da vent'anni, infatti, questo gruppetto di case immerso nella campagna si trasforma come per magia (ma questa è magia buona, eh, le streghe non c'entrano!) in una specie di enorme contenitore pieno di mele di tutte le forme e i colori che riuscite ad immaginare...e anche di più!
Pur non indossando strani mantelli neri con cappuccio e non avendo in mente di avvelenare nessuno (tranquille Biancanevi all'ascolto!) quest'anno un giro a Cavour per Tuttomele
me lo son fatta anche io e...non so se streghe e incantesimi fossero passate prima di me ma...ho trovato un'atmosfera decisamente magica!!!



Non solo mele di tutte le varietà, di ogni colore e dimensione (alcune così grosse da fare al caso di qualche strega un po' tirchia con una lunga schiera di fanciulle da avvelenare al prezzo di un solo frutto...) ma ogni tipo di prodotto che ha la mela nella lista degli ingredienti: succhi di mela, torte di mela, focacce alla mela, gli immancabili strudel, un'infinità interminabile di dolci e dolcetti 'melosi'...addirittura la cioccolata calda alla mela!




Del resto non c'e' da stupirsi di tanto amore per quello che da sempre (eh, si perfino da prima che quella matusalemme della nostra amica stregadibiancaneve fosse nata, pensate un po'!) è IL frutto per eccellenza! Dal
sito della manifestazione, infatti, scopro che la mela "con la sua forma sferica ha suggerito all’uomo la totalità del cielo e della terra: una specie simbolo del potere massimo terrestre e divino insieme.Nella tradizione ebraico-cristiana il melo e l’albero del bene e del male, nella mitologia scandinava la mela è il cibo degli dei. Sono tre mele d’oro che tentano Atalanta a fermarsi e a perdere la scommessa con Ippomene; è una mela d’oro che scatena la guerra di Troia; è una mela il frutto che, consacrato ad Afrodite, a partire dal 3° sec.d.C, in Grecia, viene gettato al giovanetto o alla fanciulla per scegliere il compagno di banchetto; sono mele i frutti dell’immortalità del giardino delle Esperidi che Ercole, nella sua undicesima immane fatica, riesce a conquistare.E così, partendo da quella che cadendo in testa a Newton gli fece intuire il meccanismo della forza di gravità, oppure da quella che ha fatto di Guglielmo Tell l’eroe nazionale del popolo svizzero, arriviamo alla simbologia moderna che, fra l’altro, la vuole [...] come nome del primo personal computer a dimensioni ridotte".

E, aggiungo io, come dimenticare che la nostra amica mela toglie addirittura il medico di torno? E, last but not least, vi ricordate di quella volta che un certo Platone disse che in fondo tutti noi non siamo altro che una mezza mela in cerca della nostra metà mancante per essere pienamente felici?
Beh, per tutte le mezze mele all'ascolto, propongo di consolarci tra una ricerca e l'altra con un po' di dolcezza rubata tra gli stand di Cavour! Ecco a voi, dedicata in particolare alle mezze mele, nientepopodimenochè la ricetta ufficiale delle frittelle di mela di Tuttomele!

Ingredienti (appesi gentilmente dagli organizzatori qua e là e prontamente finiti dritti dritti sulla mia inseparabile moleskine):
2 mele Golden Delicious
1 tuorlo d'uovo
1 albume montato a neve
1 cucchiaio e mezzo di farina
mezzo bicchiere scarso di latte
zucchero
olio evo

Preparazione (mia libera interpretazione):
Unite tuorlo d'uovo, albume, farina e latte in una ciotola per formare una pastella (suggerimento light: usate un vasetto di yogurt invece del latte). Immergetevi le mele tagliate a fettine e private del torsolo. Passate le mele imbevute di pastella nello zucchero e fatele passare nell'olio caldo fino ad ottenere un colore dorato. Scolate ed eliminate l'olio in eccesso con un po' di carta assorbente da cucina.Una spruzzata di zucchero e magari un pizzico di noce moscata e il gioco è fatto!



Che dire...io le ho assaggiate e le suggerisco calorosamente a tutte le streghe che avessero inavvertitamente perso la ricetta della mela stregata...se fossi Biancaneve non saprei resistere e dopo un morso lascerei senza dubbio il titolo di più bella del reame pur di gustarmi il resto della mela!!!

Ciaooo!

Albicocca
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